Un accessorio quanto mai sottovalutato: il sellino

Rieccoci qui a scrivere finalmente un nuovo pezzo su questo blog. Questa volta voglio parlare di un particolare della bici tralasciando tutto quello che sovviene instintivamente quando si pensa al ciclismo ovvero ruote, manubri, freni ed ingranaggi vari che svolgono il loro compito di movimento senza i quali la bici non si muoverebbe, ma pochi di noi danno importanza a quella parte statica che fa dei componenti della bici un pezzo essenziale ma forse appunto proprio perchè statico non valorizzato quanto si deve. Il sellino della bici è un elemento fondamentale del proprio mezzo importante quanto il cambio per una bicicletta in quanto se scelto con accuratezza previene dolori fisici e migliora i benefici del pedalare all’aria aperta riducendo anche la fatica del pedalare.
In occasione del viaggio dalla Germania fino verso casa ho valutato che il sellino comprato mesi prima facesse al caso mio per questo importante progetto, non solo perchè ha una forma ‘aerodinamica’ e, in particolar modo il mio modello, una punta curva verso il basso detta “becco d’ aquila” che facilita la discesa e la salita anche in movimento dalla sella, ma soprattutto perchè dispone di una zona cava sita al centro dove le parti più problematiche del fondoschiena non hanno appoggio alcuno e quindi sono libere da problemi derivati dallo stress dell’uso prolungato della bici, e il peso del corpo viene bilanciato fra i glutei morbidi, che appoggiano sulle parti chi più e chi meno rinforzate appositamente per una maggiore comodità, ed i pedali che nel loro movimento circolatorio fanno si che parte del peso si scarichi anche sui piedi, e per i più bravi anche le braccia assumono un particolare non poco irrilevante in fase di appoggio del peso del busto, difatti è importante avere anche delle buone manopole con una buona tenuta e un buon confort. Non per niente uno degli effetti collaterali che ho riscontrato dopo aver portato a termine il Grande Viaggio Internazionale è stata l’informicolazione di entrambi gli anulari e mignoli anche fino a 10 giorni dopo l’arrivo a casa in quanto le mie manopole non erano adatte all’uso continuo, avevano si un buon grip ma in fatto di comodità ne ho risentito anche sulle braccia che si affaticavano di più e alla lunga può compromettere, come provato da me, la riduzione della sensibilità alle mani e per questo anche in mountainbike ho cominciato ad usare le manopole in gomma morbida che offrono un’ ottima tenuta e comodità sui polsi allo stesso tempo poiché tendono ad assorbire gli urti provocati dai tracciati sconnessi. Ma ritornando all’elemento principale dell’articolo, il sellino, ormai sono svariate le ditte che producono e promuovono questa innovazione tecnologica ma sapere quale è il modello più adatto a noi lo possiamo capire dal seguente link che ho preso dalla casa madre del mio primo sellino di questo genere che dispone di una linea guida per chi ancora non sa bene come fare le sue valutazioni e di conseguenza scegliere l’ oggetto adatto alle proprie esigenze:

http://www.smpselle.com/smp4bike/it/supporto/guida-alla-selezione-della-sella

Si può notare come la scelta di un sellino non sia da prendere così su due piedi e che le difficoltà nel prendere certe misure non sia proprio elementare come misurare il girovita, per questo la selezione deve quantomeno avvenire dopo un’ attenta prova sotto le chiappe e se possibile mentre si fanno due pedalate che anche se in modo spartano questo sistema riduce notevolmente le probabilità di scegliere un sellino poco adatto alla propria conformità fisica e quindi a quello di cui abbiamo bisogno, ma per avere un’ altra idea a grandi linee ci si può basare sulla scheda che ci fornisce sempre il solito sito che ci pone una scaletta in base alle misure dei pantaloni anche se la stessa ditta non assicura che tale schema sia adatto a tutti ma semplicemente ai più:

http://www.smpselle.com/smp4bike/it/supporto/tabella-di-selezione

Purtroppo sono pochi anzi pochissimi quei negozianti che mettono a disposizione sellini da provare in quanto non sarebbero più disponibili alla vendita in quanto nessuno vorrebbe “roba usata” e si deduce ovviamente che non ce ne sarebbe guadagno da parte di chi gestisce un negozio delle due ruote. Una piccola curiosità: ho letto in vari siti che la ditta della quale ho messo gli svariati link abbia tempo fa dato la possibilità ai negozianti, ovviamente promotori della marca, di avere fino a 3 modelli detti “modelli test” per far si che i possibili clienti avessero modo di beneficiare dell’uso pratico per fare le proprie valutazioni in quanto comprare un sellino è come comprare un paio di scarpe: non a tutti va bene quel modello e soprattutto quella misura! Ma di fronte a tale professionalità e dedizione del lavoro ci sono stati molti commercianti che hanno beneficiato di tale idea sulle spalle o per meglio dire sui sederi dei clienti vendendoli direttamente senza dare possibilità alle persone di provarli…è una storia già sentita per vari componenti ciclistici ma come i pezzi da “esposizione” che poi vengono ugualmente venduti e forse anche giustamente. Ovviamente il sito che espongo dispone di sellini da gara alquanto costosi per chi non ne fa e adattati per quello scopo ma di sicuro in commercio ce ne sono di molti al prezzo di poche decine di euro che adempiono comunque bene al proprio dovere specialmente per le passeggiate quotidiane o per l’uso abitudinario che facciamo della bicicletta.
Nonostante il mio attuale problema che mi preclude al momento qualsiasi attività che comporti uno sforzo (in teoria anche il lavoro ma in realtà bisogna magnà di qualche cosa…) sono felice di sapere che quello che sto passando non è dovuto al semplice utilizzo della mia biga bensì a tutta una serie di sforzi che avrebbero comunque portato prima o poi all’inevitabile stop medico. Ma per aggiungere una nota informativa ecco quali potrebbero essere le cause di una errata scelta del sellino, è ovvio precisare che chi usa la bici anche quotidianamente può ovviare a tutto ciò con un semplice sellino molto imbottito in quanto questi problemi derivano dall’uso si abitudinario della bici ma anche continuo nel tempo di svariate ore al giorno e non credo che molti usino la bici per spostarsi per più di 2-3 ore al giorno contando le soste ai semafori e a varie ed eventuali che si incorrono ogni giorno che ci fanno stare in piedi sulla o accanto alla bici piuttosto che a pedalare sul sellino.

http://www.smpselle.com/smp4bike/it/ergonomy/dati-clinici

Aggiungo inoltre che alcuni di questi problemi bisogna essere particolarmente portati a riscontrarli o per meglio dire…sfigati, altri possono venire anche se non usiamo per niente la bicicletta, basta anche stare seduti per ore sugli sgabelli legnosi dell’ università o in quelli un poco più comodi a lavoro. Senza contare che la gran parte dei problemi è dovuta ad un errata postura della schiena che ci portiamo fin da quando siamo bambini ma allora diciamolo che siamo tutti da rottamare…di certo un altra cosa che aiuto la forma fisica e la postura e l’ accurata posizione del sellino! Almeno questa va fatta con metodo e inoltre facilita la pedalata e se corretta fa faticare molto meno chi pedala, è inutile aggiungere da quale sito ripropongo le informazione per una buona messa a punto del sellino:

http://www.smpselle.com/smp4bike/it/supporto/come-montare-la-sella

Detto questo spero di aver dato a molti la capacità di ponderare meglio sulla propria bici e su quello che si dispone per portare ad un uso sempre più migliorativo per il mezzo e per la propria salute e sforzo fisico.

 

sella SMP modello Stratos

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